Psicoarte, Psicocinema

Fiore – Il carcere e i minori


Il carcere minorile – il film “Fiore”

All’interno della cornice del Nuovo Cinema Palazzo occupato a San Lorenzo (Roma), ha avuto luogo dal 26 al 28 Maggio il Festival di Storia, giunto alla sua settima edizione e quest’anno dedicato ai diritti dei detenuti dal titolo, l’Evasione Possibile. Al centro del Festival la relazione tra la storia dell’istituzione carceraria e le storie delle persone detenute.

L’ultima serata dell’evento ha visto in scena il film “Fiore” di Claudio Giovannesi (Italia, 2016, 110′), regista italiano già noto al pubblico per il film Alì ha gli occhi azzurri (2012).

 

Fiore: carcere e minori

Questo week-end ho così avuto la possibilità di vedere un film che desideravo vedere da tempo e che mi ha lasciato qualcosa dentro cosa che, anche questa, non mi capitava da un po’.

La storia del film “Fiore” è la storia, se così si può dire, d’amore tra Daphne e Josh interpretati rispettivamente da due attori non professionisti ma non per questo meno che eccellenti, Daphne Scoccia e Josciua Algeri. Ciò che rende straordinaria l’avventura di Daphne e Josh è l’essere due detenuti di un carcere di detenzione minorile. Il loro amore nasce dietro le sbarre di una prigione e sopravvive ed esplode nonostante i limiti fisici e non.

Due giovani adolescenti che con il furore di quegli anni si incontrano e si inseguono dentro le pareti di un carcere nel quale sono finiti entrambi per furto. Un ambiente coercitivo, che li soffoca, che li tiene sotto controllo, che per certi aspetti li castra, non impedirà lo sbocciare di un Fiore – il loro amore – tra le pareti piene di odio e di disperazione. Uno sbocciare inatteso come quello di un fiore tra pareti di cemento.

Un film emozionante, travolgente e libero nonostante il contesto carcerario, nonostante le sbarre. Il carcere raccontato dallo sguardo di un
minore, un amore difficile e sudato, l’adolescenza, la ribellione, la speranza e lo smarrimento.

Un film che porta a riflettere sulla vita carceraria minorile e a ricordare, per chi ormai è cresciuto, la travolgente forza degli amori in adolescenza capaci di tutto, capaci di andare al di là della forza delle sbarre.