Suggestioni

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IL TAGLIO

Fontana, 1965. Pittura, Idropittura, 116 cm x 90 cm.

Il taglio – espressione di Lacan – è una ferita netta, che lascia una traccia indelebile nel corpo umano.
Così come, guardando il quadro di Fontana rappresentato qui sopra, ci si sente feriti.
Al taglio si associa l’idea che i bordi della ferita non possano più ricongiungersi. Nel corpo rimane quella linea, e il dolore che lo accompagna.
Il punto è che quella ferita non si rimargina.
Il punto è che l’essere umano è questo taglio.

 

 

 

 

L’ASSENTE –

“All’assente, io faccio continuamente il discorso della sua assenza; situazione che è tutto sommato strana; l’altro è assente come referente e presente come allocutore. Da tale singolare distorsione, nasce una sorta di presente insostenibile; mi trovo incastrato fra due tempi: il tempo della referenza e il tempo dell’allocuzione: tu te ne sei andato (della qual cosa io soffro), tu sei qui (giacché mi rivolgo a te). Io so allora cos’è il presente, questo tempo difficile: un pezzo di angoscia pura.”

Roland Barthes (2001). Frammenti di un discorso amoroso. Einaudi Tascabili
Titolo originale: Fragments d’un discours amoureux (1977).

 

 

NULLA DUE VOLTE –

 

NULLA DUE VOLTE

Nulla due volte accade
é accadrà. Per tal ragione
si nasce senza esperienza,
si muore senza assuefazione.

Anche agli alunni più ottusi
della scuola del pianeta
di ripeter non è dato
le stagioni del passato.

Non c’è giorno che ritorni,
non due notti uguali uguali,
né due baci somiglianti,
né due sguardi tali e quali.

Ieri, quando il tuo nome
qualcuno ha pronunciato,
mi è parso che una rosa
sbocciasse sul selciato.

Oggi, che stiamo insieme,
ho rivolto gli occhi altrove.
Una rosa? Ma cos’è?
Forse pietra, o forse fiore?

Perché tu, malvagia ora ,
dài paura e incertezza?
Ci sei – perciò devi passare.
Passerai – e in ciò sta la bellezza.

Cercheremo un’armonia,
sorridenti, fra le braccia,
anche se siamo diversi
come due gocce d’acqua.

Wislawa Szymborska, “La gioia di scrivere”, Adelphi Edizioni, Milano, 2009, p. 45.