Articoli divulgativi

L’ex manicomio del Santa Maria della Pietà

Il Santa Maria della Pietà

Gomez, murale. Opera facente parte del progetto “Caleidoscopio” ideato dallo scrittore Maurizio Mequio e realizzato dagli artisti di Muracci Nostri con l’autorizzazione e il supporto della Asl Roma E.

Nonostante non abbiano la facoltà di parlare, gli edifici del parco dell’ex manicomio del Santa Maria della Pietà, sollecitano infinite domande. Cos’è la libertà? Cosa la sicurezza? Fino a che punto in nome della sicurezza si può o si deve limitare la liberà altrui?

Quei muri, oggi abbelliti e valorizzati da meravigliosi murales, hanno attraversato una delle più cupe vicende della nostra storia.

Cenni Storici

Era il 31 Maggio del 1914 quando Vittorio Emanuele III inaugurò il Santa Maria della Pietà. L’origine però è ben più antica, siamo nel 1548 quando un sacerdote decide di inaugurare “Hopitale de’ poveri forestieri et pazzi dell’Alma Città di Roma” nei pressi di Piazza Colonna, in vista del Giubileo del 1550 tenutosi sotto Paolo III.

Ed è nel 1572 che l’edificio prende il nome di “Ospedale di Santa Maria della Pietà dei poveri pazzerelli“, segnando così il passaggio alla cura dei malati di mente. Nel 1725 papa Benedetto XIII dispone il trasferimento dell’ospizio a Via della Lungara, presso il Santo Spirito.

Nel 1904, la legge Giolitti, autorizza l’internamento dei malati di mente in quanto pericolosi per se stessi e la società. La gestione del manicomio passa, nel 1907, alla cura della provincia di Roma . Ed è nel 1908 che il senatore Cencelli vuole realizzare un manicomio concependolo come vera città autosufficiente. Ed ecco che nasce il Santa Maria della Pietà come lo conosciamo oggi: un’estensione di 130 ettari con 24 padiglioni di degenza, immersi in un parco con alberi ad alto fusto e una rete stradale di 7 km complessivi.

Così il Santa Maria della Pietà diventa il manicomio più grande d’Europa con più di 1000 posti letto. Qualche tempo dopo, chiude la sede a via della Lungara, e il numero dei ricoverati al Santa Maria della Pietà arriva a 1371 e poi, nel 1934, a 2600.

Il Santa Maria della Pietà dagli anni ’50 ad oggi

Sono passati appena 18 anni dalla chiusura del Santa Maria della Pietà.

Nel 1978, infatti, la Legge Basaglia (Legge 180) sancì la chiusura dei manicomi e la liberazione di tutti i pazienti rinchiusi al loro interno. La legge consentiva 20 anni di adeguamento. In mancanza di un sistema di tutela efficace e di un welfare degno di questo nome, la cura delle persone sino ad allora ricoverate, veniva delegata alle famiglie e alle scuole.

Attualmente i padiglioni dell’ex manicomio ospitano le strutture della ASL Roma E. Alcuni Padiglioni sono rimasti immutati, come il Padiglione 3, che ha ancora le grate alle finestre. Mentre, intorno ad altri Padiglioni, come quello dei pericolosi, rimangono resti di vecchie recinzioni.

La malattia mentale come pericolo

Elementi di emarginazione, di esclusione. Viene il dubbio che non si sia in una ex prigione, piuttosto che in un luogo di ricovero per pazienti psichiatrici. L’abbrutimento, l’annichilimento dell’uomo e della sua malattia il cui vertice era nell’elettroshock, ci lasciano pensare che la malattia mentale fosse vista come un pericolo. La persona, che smette di essere tale attraversando la prima volta l’ingresso del Santa Maria della Pietà, consegna tutto, gli abiti, gli oggetti personali, cioè svuota le tasche, come racconta in una struggente poesia-testimonianza, Alberto Paolini (Paolini Alberto, Avevo solo le mie tasche, Sensibili alle foglie, Roma, 2016). Solo le tasche restavano a chi varcava quella soglia, costretto a divenire un prigioniero in una quotidiana disumanizzazione.

Le ciminiere, che delimitano i padiglioni dedicati alla mensa, alla lavanderia, al forno, sono l’emblema di una città della sofferenza. Lontano dagli occhi della gente sana, di tutto quel mondo che era là fuori, al di là delle mura.

Il Blitz degli infermieri al Santa Maria della Pietà

Qualcosa stava iniziando a cambiare. Il 18 Dicembre del 1974, alcuni infermieri abbracciando le idee basagliane, iniziarono a consentire ai pazienti l’uso delle forchette e dei coltelli. Poco tempo dopo, un gruppo di infermieri abbatté le reti del Padiglione 22 per andare a occupare il Padiglione 25 gestendolo totalmente sulla base delle idee di Basaglia. Fu un processo lento e molto contestato. In quel periodo si iniziò ad utilizzare l’arte a fini terapeutici, consentendo ai pazienti di dialogare con gli infermieri e medici, esprimendo le loro paure e angosce.  Così nel 1987 Paolo Algranti, creò la comunità Peter Pan. Nel Padiglione VIII avviò nel 1989 un laboratorio di Pittura.

Il Santa Maria della Pietà: la poesia nata

La storia del Santa Maria della Pietà è una storia dolorosa, che è bene conoscere e far conoscere. La filmografia e la bibliografia che prende  le mossa da quelle mura che trattengono dolore, è tanta e in parte, è citata nel testo. Il messaggio più semplice e trasformativo, arriva dalla bellissima poesia di Alberto Paolini nell’ultima scena del film La pecora nera di Ascanio Celestini (2010).